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Ab-Soul - Do What Thou Wilt.
Chronique d'album

Ab-Soul - Do What Thou Wilt.

Nota della redazione8,5/ 10
Di Le Stagiaire·

Ab-Soul ha fatto un'entrata in scena radicale fin dalla prima traccia: RAW (backwards), il brano d'apertura, stabilisce immediatamente una tensione vocale e un gioco sonoro invertito che sfida l'ascolto passivo. Questa scelta formale annuncia l'intero progetto: un disco in cui l'onestà bruta prevale sugli artifici visivi. Per la copertina, l'artista ha rinunciato ai suoi occhiali da sole, giustificando questo "bare it all" con la sua sensibilità alla luce e il desiderio di una totale sincerità. Il titolo stesso, Do What Thou Wilt., non si riferisce a una licenza di malvagità come potrebbe sembrare, ma a un libero arbitrio sostenuto dall'amore e dalla passione, una citazione tratta da "The Book of the Law" di Aleister Crowley che riassume il significato spirituale di questo lavoro.

L'ecosistema TDE: una produzione ibrida tra classico ed esperienziale

Il disco dura 1 ora e 17 minuti, con sedici brani, confermando la volontà dell'artista di proporre un lavoro completo ben oltre i singoli Huey Knew e Braille. La produzione di Ab-Soul oscilla tra i beat classici del label Top Dawg Entertainment e texture più sperimentali che invitano a un ascolto attento.

Introspezione e iperrealismo: il doppio volto del disco

La struttura narrativa di Do What Thou Wilt. si costruisce attorno a una dualità udibile fin dalle prime secondi. La durata totale di 1 ora e 17 minuti può sembrare lunga, ma è coerente con la densità lirica e la volontà di non esaurire le narrazioni.

Collaborazioni: Da$H, Kokane e il Black Hippy ampliato

La strategia delle collaborazioni in Do What Thou Wilt. non mira a sovraccaricare il progetto, ma piuttosto ad ampliare la gamma vocale senza compromettere l'identità centrale di Ab‑Soul. Ogni ospite è stato scelto per la sua capacità di apportare un elemento distintivo: Da$H rafforza l'aspetto underground e autentico di Huey Knew THEN con un flow diretto, mentre Kokane in INvocation aggiunge una profondità soulful che crea un legame generazionale tra le voci del rap. La presenza di ScHoolboy Q in Beat the Case / / / Straight Crooked consolida la coesione del Black Hippy, con la sua voce fluida che si armonizza perfettamente con quella di Ab‑Soul per affermare la loro posizione collettiva. D'altra parte, Mac Miller e Rapsody in The Law combinano la sensibilità introspettiva di uno con il flow tecnico dell'altro, creando un momento forte che risuona come una reciproca conferma tra generazioni. SZA e Punch in Lonely Soul / / / The Law (Prelude) invece, apportano una dimensione R&B caratteristica, con le loro melodie delicate che contrastano con i brani più aggressivi dell'album, bilanciando la dinamica emotiva del disco.

Dati tecnici

- Data di uscita: 9 dicembre 2016 - Etichetta: Top Dawg Entertainment - Tracce: 16 (1 ora e 17 minuti) - Inizio/fine: RAW (backwards) / YMF - Artisti ospiti: Zacari, Bas, Da$H, Kokane, BR3, ScHoolboy Q, Teedra Moses, JaVonté, Punch, SZA, Mac Miller, Rapsody - Album precedente: These Days... (2014)

🎬 I videoclip dell'album

16 clips · riproduzione continua

Brani

  1. 1
  2. 2
    Braile
    feat. Bas
  3. 3
  4. 4
  5. 5
  6. 6
  7. 7
  8. 8
  9. 9
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🔥 I brani che spaccano

Classifica Hip-Hop/R&B · settimana del 12/10/2026

  1. 1Solar Eclipse— Drake & Don Toliver
  2. 2Quebec— Drake
  3. 3I Just Might— Bruno Mars
  4. 4Cold Shoulder— Drake, Don Toliver & Yebba
  5. 5Janice STFU— Drake
  6. 6Dead Fresh— Lil Baby
  7. 7Classic— Drake
  8. 8What You Need— Tems
  9. 9Cinderella— Mac Miller Featuring Ty Dolla $ign
  10. 10So Good— Jhene Aiko Featuring Kendrick Lamar

Recensione pubblicata il 05/10/2026 · Rubriche

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