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Coco Jones - Why Not More?
Chronique d'album

Coco Jones - Why Not More?

Nota della redazione7,0/ 10
Di Le Stagiaire·

Perché non ancora? Dopo What I Didn't Tell You (2023), questo album di quattordici brani conferma un'ambizione artistica capace di spaziare tra diversi registri, dall'introspezione pura a sonorità più ampie, consolidando al contempo una presenza vocale stabile che unisce tutti gli elementi sonori del progetto.

L'apertura introspettiva e la voce contenuta iniziale

L'apertura dell'album è affidata a Keep It Quiet, il primo brano della scaletta che pone immediatamente le basi per un'introspezione stabile. Questa canzone funge da cornice per il resto dell'album, creando un'atmosfera in cui la voce è discreta, prima che si sviluppi appieno la ricchezza testuale delle successive tracce. Questa posizione iniziale non è casuale: invita a un ascolto attento, preparando il terreno per le variazioni stilistiche che seguiranno senza stravolgere l'ascoltatore. La traiettoria sonora inizia qui con una scelta di contenimento, in cui l'artista lascia respirare la sua voce prima di rivelare la complessità degli arrangiamenti prodotti da Stargate, Cardiak, Eric Hudson, M-Phazes, Cirkut, Sam Wish, Happy Perez, London on da Track, Protoje e Larrance Dopson (1500 or Nothin').

La ricchezza testuale tra Quiet Storm e musica caraibica

Al centro dell'album, la produzione si rivela variegata e profonda, combinando elementi elettronici ispirati a Timbaland, sintetizzatori nello stile di Quiet Storm, accordi acustici intensi e ritmi caraibici. Questi elementi sonori, pur essendo distinti, sono mantenuti insieme dalla presenza vocale costante di Coco Jones. Di conseguenza, si possono notare brani che passano dal minimalismo elettronico a atmosfere sintetiche delicate, per poi evolvere verso ritmi più marcati, creando un paesaggio musicale coerente nonostante la diversità degli strumenti utilizzati. Questa capacità di muoversi tra questi diversi ambiti sonori senza perdere la propria identità è uno dei punti di forza principali dell'opera, sottolineato da critici che ne apprezzano la ricchezza e l'originalità nella sua discografia.

Why Not More? feat. YG Marley: il punto focale della collaborazione

La collaborazione più evidente del disco si manifesta in Why Not More?, dove YG Marley appare esplicitamente come ospite, trasformando la dinamica del brano. La sua presenza introduce una dimensione collaborativa fondamentale nel cuore dell'album, aggiungendo una sfumatura diversa alla texture sonora abituale di Coco Jones. Questo brano non è solo una semplice collaborazione; agisce come un elemento strutturante che amplia gli orizzonti sonori del progetto, mantenendo al contempo una coerenza generale. La collaborazione con YG Marley segna quindi un momento in cui l'artista si apre a voci esterne senza rinunciare alla propria originalità, dimostrando la maturità di un disco che sa sfruttare la complementarità piuttosto che la competizione.

Here We Go (Uh Oh): il riconoscimento critico e commerciale

Il culmine di questa esperienza discografica si misura con Here We Go (Uh Oh), un singolo certificato Oro dalla Recording Industry Association of America (RIAA). Questo brano non solo rappresenta un successo commerciale tangibile, ma anche un importante punto di riferimento critico. L'album è stato nominato per il premio "Miglior album R&B" ai 68° Grammy Awards, mentre questo brano in particolare testimonia la capacità di raggiungere vette senza rinunciare alla profondità emotiva che caratterizza l'intero progetto. La certificazione Oro e la nomination ai Grammy confermano che l'approccio artistico di Coco Jones risuona al di là dei confini abituali del genere R&B, segnando un passo importante nella sua carriera solista.

Forever Don't Hit Like Before: un finale malinconico

Il brano conclusivo è Forever Don't Hit Like Before, l'ultimo pezzo della scaletta che conclude il ciclo discografico con un tocco malinconico indimenticabile. Questo brano finale offre un ritorno all'introspezione, richiamando le atmosfere dell'inizio, ma aggiungendo una conclusione emotiva forte. Non si tratta solo di una fine musicale, ma di un'eco prolungata dei temi esplorati nei quattordici brani precedenti. In questo modo, Why Not More? riesce a creare un arco narrativo completo, in cui ogni brano trova il suo posto in una progressione logica e sensibile.

Why Not More? si distingue per la sua capacità di combinare una varietà di suoni e un'unità vocale, due qualità spesso difficili da conciliare in un primo album in studio. La nomination ai Grammy Awards, la certificazione Gold del singolo Here We Go (Uh Oh) e le recensioni positive della stampa specializzata come Associated Press o Rolling Stone testimoniano un'accoglienza critica immediata e favorevole. Gary Gerard Hamilton dell'Associated Press ha definito il disco "audace", sottolineando la sua capacità di esplorare un ampio spettro di sonorità R&B senza temere le pressioni del successo. Per Puah Ziwei su NME, l'album è più profondo, ricco e vasto di qualsiasi cosa sia stato fatto da Jones in precedenza. Queste recensioni confermano un'ambizione artistica in cui la varietà nella produzione non compromette mai la coerenza generale. Tra l'introspezione solitaria di Keep It Quiet e il finale malinconico di Forever Don't Hit Like Before, Why Not More? offre un percorso completo, in cui ogni brano contribuisce a costruire un'opera tanto personale quanto universale.

Scheda tecnica

- Data di uscita: 25 aprile 2025 - Titoli: 14 - Inizio / fine: Keep It Quiet / Forever Don't Hit Like Before - Collaborazioni: YG Marley - Album precedente: What I Didn’t Tell You (2023)

🎬 I videoclip dell'album

14 clips · riproduzione continua

Brani

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Classifica Hip-Hop/R&B · settimana del 12/10/2026

  1. 1Solar Eclipse— Drake & Don Toliver
  2. 2Quebec— Drake
  3. 3I Just Might— Bruno Mars
  4. 4Cold Shoulder— Drake, Don Toliver & Yebba
  5. 5Janice STFU— Drake
  6. 6Dead Fresh— Lil Baby
  7. 7Classic— Drake
  8. 8What You Need— Tems
  9. 9Cinderella— Mac Miller Featuring Ty Dolla $ign
  10. 10So Good— Jhene Aiko Featuring Kendrick Lamar

Recensione pubblicata il 15/10/2026 · Rubriche

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