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DJ Shocca - 60 Hz II
Chronique d'album

DJ Shocca - 60 Hz II

Nota della redazione7,5/ 10
Di Le Stagiaire·

Invece di iniziare con una singola voce, 60 Hz II si lancia subito nella cacofonia controllata di un canto di guerra. La traccia 1, "60 Hz II", non funziona tanto come un'introduzione classica, quanto come il manifesto inaugurale di una super-session italiana, in cui cinque voci si fondono per annunciare il formato stesso del progetto: una densità vocale estrema che sfida l'intimo a favore del monumentale. DJ Shocca, produttore di questo secondo album in studio di rilievo dopo Dentro La Mia Mente (2022), qui pone le basi di un album che privilegia la collaborazione rispetto alle canzoni soliste. La durata totale di 44 minuti e 27 secondi sembra allungarsi grazie a questo ritmo frenetico di collaborazioni, trasformando l'ascolto in un viaggio attraverso l'ecosistema del rap e dei suoni elettronici contemporanei in Italia.

Il manifesto delle 5 voci che apre la strada

L'assenza di un titolo univoco, nessuna delle 16 tracce che portano esclusivamente la firma di DJ Shocca, conferma che questo disco è pensato come una somma di contributi piuttosto che come un'esplorazione personale. La traccia 1 agisce come un prisma, rifrangendo i diversi colori sonori di questi cinque artisti in un'unica esperienza comune, prima ancora che l'album inizi realmente.

Club Dogo: il ritmo del gruppo contro il solitario

Dopo questa iniziale saturazione, la struttura dell'album introduce variazioni nella densità vocale per creare un effetto di respiro. In "Rendez Vous Col Delirio II", ad esempio, l'arrivo del gruppo Club Dogo modifica la texture sonora. Mentre il primo brano era caratterizzato da un accumulo verticale di voci, questo titolo introduce una dimensione collettiva e ritmica, tipica di una formazione consolidata. Questo cambiamento di approccio contrasta con i soli o i duetti che potrebbero seguire, rompendo con l'uniformità del "featuring" classico per introdurre un blocco musicale completo. L'inserimento del gruppo segna una transizione verso un'esplorazione delle dinamiche collettive, dove il ruolo di ogni artista è definito dalla sua relazione con il gruppo, piuttosto che dalla sua sola individualità. Questo approccio diversifica le fonti sonore senza necessariamente diluire l'energia centrale del progetto.

Fiamma Viva: un carosello di veterani e figure di spicco

Più avanti nella scaletta, la strategia di coinvolgimento continua a svilupparsi, coinvolgendo intere generazioni del rap italiano. "Fiamma Viva" illustra perfettamente questa volontà di unire passato e presente in un unico progetto. Il brano riunisce Primo, Guè e Izi, creando una vera e propria "carosello" di rapper affermati, che testimoniano un rispetto consapevole per la tradizione del rap. Questa presenza non è casuale; struttura una parte significativa del disco, ancorando i nuovi suoni a una linea storica. Lontano di essere una semplice lista di nomi, questa configurazione crea un ponte temporale in cui la storia del genere sembra perpetuarsi direttamente attraverso queste collaborazioni. Ogni voce aggiunta a questo brano contribuisce a questa architettura generazionale, confermando che l'album funge anche da piattaforma per la memoria collettiva del rap.

La sfida dell'adattamento sonoro di fronte alla saturazione

Tuttavia, mantenere una tale quantità di nomi diversi solleva interrogativi sulla coerenza stilistica. In "Il Diavolo Con Me", questa tensione è particolarmente evidente con la presenza di Johnny Marsiglia e Silent Bob. Questa collaborazione colloca il brano in una dimensione storica e tribale per il rap italiano, evocando quasi un pantheon in cui leggende e contemporanei si incontrano. La difficoltà risiede nell'adattare il suono a una saturazione che rischia di cancellare l'identità personale dell'artista dietro la figura collettiva degli altri. Gli interludi, come "Interludio Uno", "Interludio Due" e "Interludio Tre", probabilmente fungono da momenti di respiro tra queste intense parti vocali, permettendo al disco di non affogare sotto il peso delle proprie interpretazioni.

Baggy: la conclusione che sigilla l'eredità tribale

Si tratta di un progetto discografico in cui l'ospite non è più solo una figura di passaggio, ma un elemento essenziale di una catena di trasmissione intergenerazionale. La lista dei collaboratori conferma questa vocazione: accanto a nomi affermati come Mistaman, Ghemon o Stokka, il disco accoglie una nuova generazione di artisti come Madbuddy, Club Dogo, Neffa, Primo, Guè, Izi, Ernia, Gemitaiz, Silent Bob, Johnny Marsiglia ed Ensi. Questa strategia di collaborazione trasforma l'album in un vero e proprio museo sonoro italiano, in cui ogni brano contribuisce a una narrazione collettiva piuttosto che individuale. La presenza ricorrente di Frank Siciliano in diverse tracce illustra questa volontà di approfondire il contenuto attraverso la ripetizione dei nomi, creando una texture sonora in cui l'identità individuale cede a volte al potere del coro. L'album si inserisce in una linea diretta con Dentro La Mia Mente (2022), segnando un punto di svolta dopo Sacrosanto (2023). Pur avendo una durata totale di 44 minuti e 27 secondi, non riflette una mancanza di ambizione, ma anzi una concentrazione volontaria sul formato album in studio. Questa opera anticipa e prepara il terreno per il prossimo progetto, 60 Hz II - Legacy (2026), il cui elenco di brani rivela già i collaboratori: Mistaman, Ghemon, Stokka, Frank Siciliano, Madbuddy e Club Dogo saranno nuovamente coinvolti in brani come "Quelle Sere", "Stella Nera", "60 Hz II", "Ghettoblaster II" o "Rendez Vous Col Delirio II". DJ Shocca orchestra un progetto che funziona come una vera e propria stazione radio, in cui il confine tra l'artista principale e i suoi ospiti si sfuma a favore di una visione collettiva, trasformando questo disco in un punto di svolta verso questa nuova era di collaborazioni sistematiche. Il disco si conclude con una chiusura tribale che conferma la natura collettiva del progetto. L'ultimo brano, "Baggy", con Ele A e Nitro, conclude la storia dell'album, abbracciando nuovamente figure iconiche. Questa conclusione significativa non mira a tornare all'introspezione solitaria, ma a chiudere con una nota di comunità sonora. Tra la ricchezza storica offerta da questa costellazione di artisti affermati e il rischio di oscurare l'autore, 60 Hz II si posiziona come un caso di studio affascinante sui limiti della collaborazione massiccia. L'equilibrio tra apertura monumentale e identità diluita rimane il filo conduttore di un'opera che preferisce la brillantezza del gruppo al silenzio dell'individuo.

Scheda tecnica

- Data di uscita: 27 giugno 2025 - Etichetta: Epic - Titoli: 16 (44 minuti e 27 secondi) - Inizio / fine: 60 Hz II / Baggy - Artisti: Mistaman, Ghemon, Stokka, Frank Siciliano, Madbuddy, Club Dogo, Neffa, Primo, Guè, Izi, Ernia, Gemitaiz … - Progetto precedente: Sacrosanto (compilation, 2023) - Album in studio precedente: Dentro La Mia Mente (2022)

🎬 I videoclip dell'album

16 clips · riproduzione continua

Brani

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🔥 I brani che spaccano

Classifica Hip-Hop/R&B · settimana del 12/10/2026

  1. 1Solar Eclipse— Drake & Don Toliver
  2. 2Quebec— Drake
  3. 3I Just Might— Bruno Mars
  4. 4Cold Shoulder— Drake, Don Toliver & Yebba
  5. 5Janice STFU— Drake
  6. 6Dead Fresh— Lil Baby
  7. 7Classic— Drake
  8. 8What You Need— Tems
  9. 9Cinderella— Mac Miller Featuring Ty Dolla $ign
  10. 10So Good— Jhene Aiko Featuring Kendrick Lamar

Recensione pubblicata il 16/10/2026 · Rubriche

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