
Evil P. - Dante
Pubblicato il 28 giugno 2024 tramite Darkside music, Dante non si presenta come un album di ampio respiro, ma come un'architettura sonora in cui Antoine Tomé, noto come Evil P, famoso soprattutto per i suoi numerosi ruoli di doppiatore e musicista nell'ombra dell'hip-hop francese, reinveste la sua voce in un terreno che frequenta da tempo: il gangsta rap e il trap. Tra la tensione interiore di un artista che ha affrontato diversi progetti musicali e lavori di doppiaggio prima di questo album in studio, e le limitazioni formali di un disco breve, Dante si posiziona come una seconda pagina della storia di Evil P, che segue Trap In The Dark Mixtape (2019).
Maligno: l'apertura brutale che stabilisce il patto con il gangsta rap
Il brano di apertura è intitolato "Malsain". Questo titolo non è semplicemente un'introduzione tecnica; pone immediatamente il patto estetico dell'album. Definisce subito gli obiettivi del progetto, creando un universo in cui l'introspezione cruda convive con un'aggressività scenica. In questa prima parte, Evil P definisce i confini di un territorio in cui ogni frase è un movimento sul palcoscenico sonoro, senza che si possano ancora identificare le mani invisibili dietro i sintetizzatori o la batteria che sostengono questo iniziale "fluttuamento".
In secondo piano: la solitudine prima del dialogo
La seconda traccia, "Sur le coté", si inserisce in questa linea di introspezione cruda. Rappresenta un punto intermedio tra l'approccio aggressivo e le future collaborazioni, confermando che Evil P esplora territori in cui non deve nulla al gioco d'attore, ma solo alla sua stessa presenza nel microfono.
Baw feat. Young Chang MC: la collaborazione come elemento narrativo centrale
Nella seconda parte del disco, arriva "Baw", un brano che invita Young Chang MC a condividere il palco con Evil P. Questa presenza non si limita ad aggiungere una voce di sottofondo; essa radica il progetto in un duetto di tensione interiore. La collaborazione funziona qui come uno specchio: dove Evil P può orientarsi verso rime più melodiche, il suo partner offre questa rugosità che richiama i codici del gangsta-rap classico, pur rimanendo nell'estetica trap attuale. Si tratta di una prima collaborazione confermata nella tracklist, quella di un artista che conferma la sua capacità di navigare tra il monologo e il dialogo, senza perdere il filo narrativo del suo album.
Quattro: ritorno al monologo
La quarta traccia, "Quatre", segna un ritorno alla scrittura solista dopo questa prima collaborazione. Essa ribadisce la coerenza stilistica del progetto, mantenendo una linea narrativa continua in cui ogni brano contribuisce al messaggio complessivo, senza appesantire l'ascolto.
Cali: esplorazione territoriale
« Cali » continua questa esplorazione di territori sonori diversi, confermando che Evil P padroneggia l'arte della forma: ogni titolo è significativo, ogni transizione contribuisce alla narrazione complessiva.
Se « Baw » aveva già aperto la strada a un dialogo vocale, « Démons» con Kalash rafforza questa dimensione collettiva del disco. La presenza di Kalash in questo brano non è casuale: conferisce al pezzo una maggiore profondità, una risonanza che ricorda il ruolo che alcuni artisti hanno avuto in album significativi del rap francese. Questa seconda collaborazione segna un punto di svolta nel disco, confermando che Evil P non si presenta da solo al pubblico, ma costruisce il suo album come un luogo di scambio, dove ogni ospite contribuisce a creare un'esperienza sonora.
« Belek » assicura la continuità tra le collaborazioni e la conclusione finale, mantenendo la disciplina di produttore che caratterizza questo disco breve e denso.
L'ultima traccia, "Rien à foutre", non è semplicemente un epilogo tecnico. Conclude il percorso, segnando la fine di un'unità sonora compatta e intensa. Questo titolo conclusivo non è una semplice conclusione; riassume l'ambizione dell'album: essere breve senza essere superficiale, denso senza risultare opprimente. In questi circa 1 minuto e mezzo, Evil P pone un sigillo finale su un album che rifiuta l'eccesso a favore di un'architettura curata. Dante è soprattutto una questione di equilibrio. Due collaborazioni consolidate – Young Chang MC su "Baw" e Kalash su "Démons" – sono sufficienti per dare risalto senza appesantire il contenuto, mentre sei brani singoli assicurano la coerenza stilistica. Con una durata totale di 21 minuti e 50 secondi, Evil P dimostra di saper padroneggiare l'arte della forma: ogni brano è importante, ogni transizione contribuisce alla narrazione complessiva. Secondo album in studio dopo Trap In The Dark Mixtape (2019), questo disco conferma Evil P come un artista in grado di occupare il proprio spazio nel rap francofono, senza fare affidamento su effetti di tendenza.
Dati tecnici
- Data di uscita: 28 giugno 2024 - Etichetta: Darkside music - Brani: 8 (21 minuti e 50 secondi) - Inizio / fine: Malsain / Rien à foutre - Collaboratori: Young Chang MC, Kalash
🎬 I videoclip dell'album
8 clips · riproduzione continua
Brani
- 1
- 2
- 3Bawfeat. Young Chang Mc
- 4
- 5
- 6
- 7
- 8
🔥 I brani che spaccano
Classifica Hip-Hop/R&B · settimana del 12/10/2026
- 1Solar Eclipse— Drake & Don Toliver
- 2Quebec— Drake
- 3I Just Might— Bruno Mars
- 4Cold Shoulder— Drake, Don Toliver & Yebba
- 5Janice STFU— Drake
- 6Dead Fresh— Lil Baby
- 7Classic— Drake
- 8What You Need— Tems
- 9Cinderella— Mac Miller Featuring Ty Dolla $ign
- 10So Good— Jhene Aiko Featuring Kendrick Lamar



