rap.frhiphop.fron air
✨ AbbonamentoIscriviti
RAP.FR
Gunna - Drip or Drown 2
Chronique d'album

Gunna - Drip or Drown 2

Nota della redazione8,5/ 10
Di Le Stagiaire·

"Drip or Drown 2" segna un punto di svolta decisivo per Gunna, trasformando il suo EP omonimo in un album in studio completo che reinventa il genere trap atlantico con una maturità rara. Lontano di essere una semplice continuazione, questo progetto del febbraio 2019 introduce un'eleganza melodica e un'umiltà nella voce del rapper. Si tratta di un'architettura sonora curata, in cui ogni collaborazione ha uno scopo preciso, senza mai cercare di rubare la scena.

Wit It: l'apertura che definisce il flow melodico di Gunna

Il disco si apre con Wit It, un brano che lascia poco spazio ai dubbi sulla direzione artistica scelta da Gunna. C'è un'intimità nel flow, una capacità di pronunciare le parole con una dizione accurata, ma mai enfatica. Il titolo funziona come un'introduzione al progetto: stabilisce le regole del gioco, quelle di un rapper che preferisce l'eleganza alla provocazione. È un primo movimento che definisce la traiettoria di Gunna tra il suo EP Drip or Drown (2017) e il suo album successivo WUNNA (2020). Non è una semplice transizione, ma un'affermazione: qui, il rapper non cerca più di impressionare con rime complesse o riferimenti oscuri. Vuole semplicemente raccontare una storia, con una voce che supera gli ostacoli senza mai forzare l'attenzione.

Richard Millie Plain: la chitarra delicata come firma del disco

Se Wit It apre il progetto, è Richard Millie Plain che ne diventa uno dei pilastri sonori. La produzione si basa qui su una stretta collaborazione con Wheezy, produttore dell'EP precedente, e su una scelta estetica che fa la differenza: chitarre delicate, atmosfere rilassanti, un accompagnamento elegante piuttosto che aggressività rock o violenza trap classica. Il New York Times la considera persino un esempio significativo di questa capacità di utilizzare gli strumenti con delicatezza, trasformando il ritmo in uno strato di accompagnamento che serve la voce del rapper più che sopraffarla. È qui che Gunna dimostra la sua maestria: non utilizza questi strumenti per fare "rock scabrous" o per cercare di suonare in modo aggressivo. Li utilizza come un letto di velluto, una superficie su cui muoversi senza mai strapparsi. Il titolo illustra perfettamente questa filosofia: il ritmo è rilassato, quasi cantato, e ogni sillaba trova il suo posto in questo paesaggio sonoro che ricorda più una passeggiata notturna che una corsa verso la fama.

Derek Fisher feat. Lil Baby: una collaborazione che radica il progetto nel suo universo

La traccia 8, Derek Fisher, vede la partecipazione di Lil Baby come ospite. Non è un caso che Gunna abbia scelto questo artista per lasciare il suo segno nel suo primo album in studio. La sua presenza in questo brano non è quindi un'occasione isolata: si inserisce in una continuità artistica forte, che dimostra che Gunna sapeva già chi voleva intorno a sé. La voce di Lil Baby aggiunge un ulteriore elemento al progetto, quella di un giovane rapper che condivide la stessa visione del trap dolce e melodico. Si tratta di una collaborazione che non mira a rubare la scena, ma a rafforzare il messaggio: due artisti le cui performance si completano a vicenda, senza annullarsi. Questo brano è quindi meno una semplice apparizione ospite, ma una conferma del ruolo che Gunna già ricopriva nell'ecosistema del rap atlantico, ben prima dell'uscita ufficiale del suo album in studio.

3 Headed Snake feat. Young Thug: l'apporto testuale ed sperimentale

In "3 Headed Snake", è Young Thug a portare la sua impronta. Non c'è nulla di improvvisato in questa collaborazione: qui, non arriva per rappare come farebbe un altro artista, ma per aggiungere colore, imprevedibilità, quella dimensione sperimentale che rende Gunna unico nel suo genere. La sua voce è quasi uno strumento aggiuntivo nella canzone: si muove sulle sillabe, taglia e ricomincia, creando spazi sonori in cui Gunna può respirare tra le frasi. È questo che distingue "3 Headed Snake" dagli altri featuring dell'album: non è una semplice sovrapposizione di voci, ma un vero e proprio dialogo sonoro. Young Thug non prende il controllo della canzone, ma la arricchisce, come aggiungere un tocco di inchiostro a un disegno già completato.

Same Yung Nigga feat. Playboi Carti: un tocco di energia distintivo

L'ultimo featuring dell'album è presente in Same Yung Nigga, con Playboi Carti. Anche in questo caso, non si tratta di un incontro casuale: Gunna e Carti si erano già incontrati in Drip Season 2 (2017), dove Carti aveva già lasciato il segno con un flow distintivo, diverso da qualsiasi altro dell'epoca. Qui, porta con sé la stessa energia, ma in una versione più contenuta e integrata nel suono generale dell'album. Non è un'esplosione, ma una sfumatura: Playboi Carti aggiunge una texture diversa, quasi come un secondo personaggio che entra in scena senza sostituire l'altro. Il suo flow rapido e incalzante contrasta con quello di Gunna, creando una dinamica interessante. È proprio questa diversità nelle collaborazioni che rende l'album ricco: ogni featuring aggiunge qualcosa di specifico, senza ripetizioni, e nessuna voce sovrasta l'altra.

L'album si conclude con Who You Foolin, un brano che potrebbe sembrare meno significativo rispetto a un titolo di apertura o a un brano centrale, ma che in realtà svolge un ruolo fondamentale nella struttura complessiva del progetto. Non cerca di concludere con un colpo di scena o con una dichiarazione finale che riassumerebbe l'intero album. Conclude semplicemente, come una pausa dopo una lunga conversazione. Questo è coerente con lo spirito generale di Drip or Drown 2: un progetto che non cerca di impressionare con gesta eclatanti, ma che procede in modo graduale, senza mai stancare l'ascoltatore. La durata totale dell'album è di 48 minuti e 15 secondi, il che lo colloca in una categoria rara per un primo album in studio di un rapper della sua generazione: non ci sono brani inutili o elementi di riempimento. Ogni brano contribuisce al messaggio complessivo, e la conclusione rappresenta il punto finale logico.

Drip or Drown 2 rappresenta una chiara continuità con l'EP omonimo del 2017, ma non si limita a ripeterlo. Approfondisce i temi, affina la produzione e conferma che Gunna era molto più di un semplice fenomeno passeggero. La certificazione Gold RIAA del 13 novembre 2019, per 500.000 unità vendute (vendite e equivalenti album), è la prova concreta di questo successo commerciale. Inoltre, l'album si inserisce in una traiettoria che lo porta naturalmente verso WUNNA (2020), il suo album in studio successivo. Tra le due pubblicazioni, Gunna non commette errori di tempistica: non confonde questo album con l'EP omonimo, e non si limita a ripetere ciò che ha già fatto. Avanza, e questa è la forza del progetto.

Dati tecnici

- Data di uscita: 22 febbraio 2019 - Etichetta: YSL Records - Titoli: 16 (48 minuti e 15 secondi) - Inizio/fine: Wit It / Who You Foolin - Collaborazioni: Lil Baby, Young Thug, Playboi Carti - Album precedente: Drip Harder (2018)

🎬 I videoclip dell'album

16 clips · riproduzione continua

Brani

  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4
  5. 5
  6. 6
  7. 7
  8. 8
  9. 9
  10. 10
  11. 11
  12. 12
  13. 13
  14. 14
  15. 15
  16. 16

🔥 I brani che spaccano

Classifica Hip-Hop/R&B · settimana del 12/10/2026

  1. 1Solar Eclipse— Drake & Don Toliver
  2. 2Quebec— Drake
  3. 3I Just Might— Bruno Mars
  4. 4Cold Shoulder— Drake, Don Toliver & Yebba
  5. 5Janice STFU— Drake
  6. 6Dead Fresh— Lil Baby
  7. 7Classic— Drake
  8. 8What You Need— Tems
  9. 9Cinderella— Mac Miller Featuring Ty Dolla $ign
  10. 10So Good— Jhene Aiko Featuring Kendrick Lamar

Recensione pubblicata il 06/10/2026 · Rubriche

© 2026 rap.fr — Tutti i diritti riservati.

Altre recensioni