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Rakim - DPG WU-TANG, WU-TANG DPG -THE GODBODY LP-
Chronique d'album

Rakim - DPG WU-TANG, WU-TANG DPG -THE GODBODY LP-

Di Le Stagiaire·

"DPG WU-TANG, WU-TANG DPG -THE GODBODY LP" rappresenta una vera e propria enciclopedia del rap newyorkese, dove ogni collaborazione testimonia l'autorità artistica di Rakim. Con una durata totale di 53 minuti e 13 secondi, l'album offre una densità storica senza precedenti: undici tracce ospitano ospiti di rilievo, trasformando il disco in un atto di trasmissione in cui la presenza massiccia del Wu-Tang Clan e di leggende conferma lo status mitico del progetto.

Densità storica: 11 collaborazioni per confermare un concetto leggendario

La tesi del disco si basa su una strategia audace: utilizzare l'eredità collettiva come fondamento per un'espressione solitaria. Undici brani con featuring includono nomi come Eminem, Snoop Dogg, Ghostface Killah, Raekwon e KRS-One, creando una rete vocale che va oltre una semplice compilation. Questa architettura collaborativa non è un obbligo formale, ma una scelta concettuale: ogni ospite contribuisce alla creazione per confermare lo status leggendario di Rakim.

L'apertura tematica di "Goin Down feat. Kokane"

L'album introduce immediatamente un tema centrale con la prima traccia, "Goin Down feat. Kokane". La presenza di Kokane in questo brano suggerisce un ruolo introduttivo o tematico importante per l'intero progetto. Questa collaborazione, fin dalla prima traccia, prepara il terreno per un disco incentrato sulla trasmissione e sulla ricchezza vocale. Lontano di essere una semplice introduzione, questa apertura coinvolge l'ascoltatore in una dinamica in cui ogni secondo è importante, definendo il tono di un'opera in cui l'economia del tempo contrasta fortemente con la ricchezza degli scambi vocali che seguiranno.

Il cuore del Wu-Tang: Ghostface Killah e Raekwon in "Rock Ya Body"

Al centro di questa struttura si trova "Rock Ya Body feat. Daz Dillinger, Ghostface Killah, Raekwon", la traccia centrale che cristallizza l'eredità collettiva del Wu-Tang Clan a servizio di un messaggio solista. La concentrazione dei talenti della famiglia Wu-Tang in questo brano rafforza notevolmente il legame storico con le radici newyorkesi. Qui, Ghostface Killah e Raekwon non sono semplici accompagnatori; incarnano l'essenza stessa del gruppo, da cui Rakim trae la sua forza. La loro presenza in questa traccia conferma l'idea che questo album sia un ritorno alle origini, in cui il rapper utilizza la propria storia per nutrire il presente.

La dimensione narrativa principale con Eminem e JAŸ-Z nell'interludio

La dimensione conversazionale raggiunge il suo apice in "God Speak - Interlude feat. Eminem, JAŸ-Z". Questa collaborazione tra due icone globali in un interludio suggerisce una dimensione narrativa o conversazionale che va oltre la semplice esecuzione. La presenza di Eminem e di JAŸ-Z in questo brano specifico rafforza lo status mitico del progetto, associando Rakim a figure che hanno segnato la storia del hip-hop mondiale. In questo brano, la voce di JAŸ-Z introduce una variazione stilistica o tematica significativa, mentre quella di Eminem ancorerà il brano a una linea di testi profondi e riflessivi.

I momenti di pausa nei brani solisti ("Push The Button", "Nights Over Brooklyn")

I brani senza collaborazioni, come "Push The Button" o "Nights Over Brooklyn", offrono spazi necessari che evitano la sovraccarico sonoro. Questi passaggi permettono a Rakim di esprimersi da solo, confermando che la collaborazione è una scelta strategica e non un obbligo formale. In questa logica, questi momenti di solitudine non sono debolezze, ma pause essenziali che sottolineano l'intensità delle collaborazioni circostanti. Ricordano che dietro le collaborazioni monumentali c'è sempre una voce centrale in grado di sostenere il progetto da solo.

Il brano "Hallelujah - Remix feat. Mic King" conclude l'album, bilanciando la narrazione e la conclusione spirituale. Questa chiusura del disco conferma il progetto, dimostrando che ogni collaborazione ha contribuito a una costruzione coerente, e che la voce di Mic King in questo ultimo brano aggiunge un tocco emotivo o tematico necessario per concludere un'opera così complessa. La presenza di questo ospite in questo brano finale conferma l'importanza data alla conclusione dell'album e assicura che il progetto non si concluda in modo incompleto.

La strategia di densità vocale si estende ben oltre le leggende attuali, per ancorare il progetto in una linea storica immediata, poiché l'opera segue direttamente The RE-UP (2025), l'ultimo album in studio di Rakim. Questa continuità discografica è sancita dalla presenza di figure che hanno segnato epoche distinte dell'hip-hop, creando un ponte temporale unico all'interno di un disco così breve: 16 brani non superano le 53 minuti e 13 secondi, un'economia di tempo che contrasta violentemente con la ricchezza degli scambi vocali. La scaletta conferma questa ambizione enciclopedica, integrando collaborazioni passate o presenti con artisti la cui storia è indissolubilmente legata a quella del rap newyorkese, come KRS-One e Kool G Rap in "Still Ill!", o ancora Snoop Dogg che ripropone il brano "Rabbit" in una versione remix. Ogni brano con featuring agisce come un capitolo di un manuale vivente, in cui la durata limitata costringe ogni intervento a essere una dichiarazione di principio piuttosto che una semplice aggiunta sonora. L'architettura del disco si basa su una selezione chirurgica degli ospiti, trasformando l'album in un atto di trasmissione in cui la presenza massiccia del Wu-Tang Clan e delle leggende convalida lo status mitico del progetto senza appesantire la sua struttura temporale. Da "Goin Down" a "Hallelujah - Remix", ogni brano, sia featuring che solista, serve questa tesi: Rakim utilizza la sua storia per nutrire il presente, associando le sue voci a quelle di Eminem, JAŸ-Z, Ghostface Killah e Raekwon. Questa densità storica non è un obbligo formale, ma una scelta concettuale audace, in cui ogni ospite contribuisce con la propria voce per confermare che questo album è effettivamente un ritorno alle origini, in cui il rapper utilizza la sua storia per nutrire il presente in uno spazio sonoro limitato che non lascia spazio al superfluo. DPG WU-TANG, WU-TANG DPG -THE GODBODY LP- non è un semplice album in studio, ma una dichiarazione di intenti concettuali, in cui la presenza massiccia degli ospiti convalida l'eredità e lo status di leggenda del rap. Da "Goin Down" a "Hallelujah - Remix", ogni brano, sia featuring che solista, serve questa tesi: Rakim utilizza la sua storia per nutrire il presente. Con 16 brani di una durata totale di 53 minuti e 13 secondi, l'album si apre con una collaborazione con Kokane e si conclude con un remix spirituale, offrendo un'esperienza fluida nonostante la densità degli interventi. L'equilibrio tra momenti di respiro e collaborazioni storiche rende questo lavoro un documento raro, in cui ogni secondo conta, sigillando così la traiettoria di un artista che trasforma il suo album in un'enciclopedia vivente del rap newyorkese.

Scheda tecnica

- Data di uscita: 18 settembre 2026 - Etichetta: Holy Toledo Productions LLC / DMG Publishing LLC / Compound Interest - Numero di tracce: 16 (53 minuti e 13 secondi) - Inizio / fine: Goin Down / Hallelujah - Remix - Ospiti: Kokane, Daz Dillinger, Ghostface Killah, Raekwon, MAC SHAWN 100, Eminem, JAŸ-Z, Jamall Ray, Buckshot, Rim, Trigga, Killa Sin of Killarmy … - Album precedente: The RE-UP (2025)

🎬 I videoclip dell'album

16 clips · riproduzione continua

Brani

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🔥 I brani che spaccano

Classifica Hip-Hop/R&B · settimana del 12/10/2026

  1. 1Solar Eclipse— Drake & Don Toliver
  2. 2Quebec— Drake
  3. 3I Just Might— Bruno Mars
  4. 4Cold Shoulder— Drake, Don Toliver & Yebba
  5. 5Janice STFU— Drake
  6. 6Dead Fresh— Lil Baby
  7. 7Classic— Drake
  8. 8What You Need— Tems
  9. 9Cinderella— Mac Miller Featuring Ty Dolla $ign
  10. 10So Good— Jhene Aiko Featuring Kendrick Lamar

Recensione pubblicata il 13/10/2026 · Rubriche

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