Steve Lacy - Trochus
Trochus (1991): l'etichetta DDD come motore di una collaborazione europea
Steve Lacy non è mai un artista che compone per il piacere dell'ascoltatore. Tuttavia, tra questi due album, c'è un momento particolare: una registrazione dal vivo/in studio in cui il sassofonista americano crea un ponte tra l'improvvisazione italiana e il jazz newyorkese. Pubblicato da DDD, un'etichetta specializzata nella diffusione del jazz di autori europei, Trochus è uno degli album rari in cui Lacy collabora con musicisti del continente.
Il quintetto di Giancarlo Locatelli: Enrico Fazio, Filippo Monico e Francesco Aroni Vigone in studio
L'album non presenta collaborazioni ufficialmente riconosciute nelle fonti disponibili, ma la presenza di Steve Lacy è l'elemento principale del disco. Appare solo in tre tracce: Trochus (A1), Art (A3) e Retreat (B4). In Retreat, come conclusione dell'album, torna per una seconda apparizione strumentale, chiudendo il ciclo con un ritorno all'intimità.
Steve Lacy, ospite vocale e strumentale: Art e Retreat, due brani co-scritti con Locatelli
Trochus, Art e Retreat: la struttura narrativa di un album tra apertura e conclusione intima
Il disco si presenta come una struttura in tre movimenti. La conclusione è caratterizzata da Retreat (traccia B4), che ritorna a un'intimità quasi solitaria, chiudendo il ciclo con un ritorno alla calma. Tra questi tre elementi principali, gli altri titoli — Prima Del Cielo, Il Trasportatore, Amalassunta, After It's Over, Wana Gana Bana Bidi Boba Yes — costituiscono uno sfondo in cui la densità strumentale italiana prevale sulla voce.
Un album raro di fusione jazz europeo-americana, nello stile di Steve Lacy
La presenza di Steve Lacy in Trochus rappresenta un'eccezione nella sua discografia, collocandosi tra Rushes - 10 Songs From Russia (1991) e Dutch Masters (1992). Pubblicato dalla etichetta DDD, questo disco illustra la porosità tra l'improvvisazione italiana e il jazz newyorkese in quel periodo. Non si tratta di un album solista né di una semplice partecipazione occasionale: è un progetto collettivo in cui il sassofonista americano lascia il suo segno su una struttura guidata da Giancarlo Locatelli, senza mai oscurare la ricchezza strumentale del gruppo. Steve Lacy appare solo in tre brani: Trochus, Art e Retreat. Francesco Aroni Vigone completa la formazione del sassofono, mentre Roberto Favilla Jr. si occupa del pianoforte, della tromba in Wana Gana Bana Bidi Boba Yes o degli strumenti a tastiera in generale. Enrico Fazio si occupa della sezione basso e Filippo Monico delle percussioni. Trochus (A1) apre il disco, mentre Retreat (B4) lo conclude. Tra queste due parti, l'album alterna brani in cui Lacy è presente e altri in cui non interviene strumentalmente. La durata totale dell'album non è nota, ma la sua struttura in due facciate (A/B) suggerisce una distribuzione equilibrata tra i brani con e senza la partecipazione del sassofonista americano.
Dati tecnici
- Anno di pubblicazione: 1991 - Etichetta: DDD - Titoli: 8 - Inizio / fine: Trochus / Retreat
🎬 I videoclip dell'album
8 clips · riproduzione continua
Brani
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🔥 I brani che spaccano
Classifica Hip-Hop/R&B · settimana del 19/10/2026
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